Come superare la crisi del 7° anno…da freelance!

Il 2018 per me è stato un anno tosto, importante e di grandi cambiamenti. Ho compiuto 40 anni, mi sono tagliata i capelli corti corti, ho iniziato un corso da educatrice cinofila ma soprattutto ho festeggiato il mio 7° anno di partita iva. Non sono bravissima a cambiare rotta, mi piace la comodità e spesso le novità mi spaventano (sono pur sempre una torella e quindi molto attaccata alla routine). Ma quest’anno che sta finendo, complice una bella crisi esistenziale iniziata nel 2017, è stato davvero sorprendente e mi ha insegnato alcune cose che voglio condividere con chi è libero professionista come me.

La crisi del 7° anno da freelance. Mollo tutto e cambio lavoro!

Il 2017 non è stato un anno facile a livello lavorativo. Fatturato in crescita e conferma di diversi progetti, avrebbe dovuto essere un anno felice e invece ero in piena crisi esistenziale dal punto di vista lavorativo. Non ero felice, mi sembrava di fare gli stessi identici lavori da secoli, non mi vedevo più in certi progetti o ruoli. Ma si sa, quando si ha la partita iva mollare clienti sicuri e incassi certi è davvero difficile.

Mi sono messa a ragionare su me stessa, sulle scelte fatte, su cambiamenti da fare e aiutata anche dalla super coach Nadia Panigada ho iniziato a fissare obiettivi nuovi, a capire come integrare i miei studi universitari con il mio lavoro attuale sul web. Dai vari incontri con Nadia era saltato fuori che mi sarebbe piaciuto portare avanti il mio lavoro di social media strategist ma su terreni diversi, più no profit e sociali e meno commerciali. Ho rafforzato la mia collaborazione con Kudu, un’agenzia digital che si occupa, prevalentemente di onp. Pur occupandomi sempre di social media strategy e adv sui social, il settore nuovo è stato super sfidante e ho dovuto adattare copy, contenuti e budget per ottenere il massimo dalle diverse campagne. Ma certo, la soddisfazione di vedere realizzati, grazie anche alle adv sui social, progetti sociali è stata grande!

Formazione, formazione e formazione

Un’altra mia grande passione è fare formazione, soprattutto in aula. Adoro lo scambio di esperienze con le persone, scoprire nuovi settori e tematiche, capire come vivono i social i non addetti ai lavori o come li vede chi ci deve lavorare un po’ per forza e ha poca esperienza.

Ho tenuto molte ore di formazione in enti no profit e aziende ma anche in aula. Lo scambio è sempre stato bilaterale e la cosa che mi ha fatto più piacere è riuscire a passare un po’ di conoscenze a chi doveva poi gestire pagine e adv in totale autonomia. Soprattutto dare fiducia e la consapevolezza che, con piani ben fatti e gestione del budget, i risultati arrivano.

Per la prima volta ho organizzato dei workshop a nome mio e per me, che non sono proprio spavaldissima, è stata una bella sfida. Metterci il mio nome e la mia faccia, avere il coraggio di dire “Sono Valeria e ho l’esperienza per insegnarti qualcosa”, senza intermediari, mi ha creato mesi di pranoie. Ma le ragazze che hanno partecipato ai workshop dedicati alle wedding planner sono state felici e mi hanno lasciato delle bellissime recensioni che mi hanno scaldato il cuore. Grazie!!!

Settore tecnico B2B, mon amour

Avevo già sperimentato negli anni che il settore B2B poteva dare grandi soddisfazioni in fatto di risultato SEO e social ma quest’anno ne ho avuto la conferma. Il mio consiglio per chi è all’inizio, per chi è stremato dal non raggiungimento di obiettivi in settori ad alta concorrenza e molto commerciali, è: puntate sul B2B e sulle cose più tecniche e settoriali. Sul mercato italiano soprattutto, le aziende di settori molto tecnici hanno super bisogno di aiuto e la concorrenza è limitata, non poca, ma almeno limitata. La ricerca di parole chiave più specifica vi aiuterà a posizionare meglio i contenuti del blog dei clienti e anche a settare i pubblici suo social.

Gli argomenti sono ostici e meno divertenti? Questione di prospettiva e di attitudine! Ogni settore, ogni argomento ha dei risvolti divertenti, interessanti e da amare, datti una possibilità!

Cosa mi ha insegnato questo 2018

Mi porto a casa diversi insegnamenti da questo anno così speciale:

  • non aver paura di cambiare: ho capito che quando la mia parte emotiva dice basta è meglio seguirla, anche se del doman non v’è certezza. Fissare obiettivi chiari è fondamentale ma poi bisogna avere il coraggio di seguirli. Io di lavoro imposto obiettivi per i clienti ma doverli applicare al mio di business è stato più difficile proprio perché emozioni, paure e fattibilità si sono mescolati creando un bel po’ di ansia. La svolta grazie a un libro stupendo che si chiama Design the life you Love. Dover scrivere nero su bianco la vita che si desidera aiuta a fare cambi, anche radicali, perché l’obiettivo finale è la propria felicità
  • Mindfulness: in certi periodi dell’anno mi ha letteralmente salvato. Mi ha insegnato a riprendere fiato, a respirare per davvero, a concentrarmi su una cosa alla volta. Per fare gli esercizi mi sono affidata a una app super che ti consiglio, si chiama Pacifica
  • Organizzazione: dopo anni con base fissa in un coworking ho lasciato il posto dove ero crescita e dove avevo creato una bella rete di contatti e di networking. Non è stato facile, per me che sono una sentimentalona, ma avevo bisogno di guadagnare ore da spendere su progetti che mi interessavano. Così ho salutato tutti, preso il mio pc e mi sono messa davvero a fare la nomade digitale. Ora lavoro in un posto vicino a casa qualche ora alla settimana, ho trovato un coworking più vicino che mi è utile per riunioni e corsi privati, vado più spesso in agenzia per lavorare a stretto contatto con gli altri. La cosa incredibile? Pensavo di avere più ore libere e invece le ho riempite di lavori nuovi da seguire e così lavoro più di prima. Questo è un punto da migliorare per il 2019! In più ho mollato tutti i tool di gestione vari, da Trello ad Asana e utilizzo solo il Google Calendar.

Un altro vero, epocale, cambiamento? Non parlo più di me come freelance ma come libera professionista. Cosa ha fatto sì che cambiassi “denominazione”? Prima di tutto l’età e il rendermi conto che non sono più “la ragazza con la partita iva“. Ho anni di esperienza professionale, so gestire progetti complessi e definirmi freelance mi sembra riduttivo. Ho imparato a gestire il mio lavoro come un piccolo business e anche questa è una bella svolta. L’ho sempre fatto per altri ma in questo 2018 ho scelto di farlo, finalmente, per me e di smettere di essere il ciabattino con le scarpe rotte.

Se sei all’inizio, se la partita iva l’hai aperta da poco tempo e ti sembra di sbattere la testa a destra e sinistra per trovare lavori che poi non ti soddisfano fermati. Pensa bene a come vuoi posizionarti, studia il tuo settore, quanto può essere redditizio e poi cerca di diventare un punto di riferimento per quella nicchia. E se hai bisogno di una mano, anche solo di un’ora di chiacchiera su Skype per sentirti meno spaesata, sentiamoci.

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