Dopo più di un anno di allenamento da sola con schede preparate dalla personal trainer e corsa, dopo una Stramilano fatta e una vacanza in Sri Lanka mi sono decisa a fare il grande passo. Mi sono iscritta in palestra. Un po’ come passare dalla ritenuta d’acconto alla partita iva nel regime forfettario e dal forfettario ad aprire una società.

Nella vita professionale e nell’allenamento si cambia, si cresce, bisogna darsi sempre un obiettivo da raggiungere che sia “sempre più in là” dei passi fatti fin’ora.

L’arrivo in palestra non è stato facile ed è stato meditato a lungo. Uscire dalla comfort zone non è semplice. I soliti esercizi con i soliti pesi, lo stesso percorso quando esco a correre fanno il paio con i clienti storici a cui sono tanto affezionata, con la voglia di averne di nuovi e più impegnativi ma anche con la paura di non farcela.

Come iniziare una conversazione

La palestra però mi ha fatto riflettere su un aspetto che ritrovo ogni giorno nel mio lavoro, quando devo confrontarmi con le persone sui social o devo contattarle per collaborazioni o campagne di digital pr.

Lo spogliatoio femminile di una palestra – magari vale anche per quello maschile ma per ora non mi è dato sapere 😉 – è un microcosmo molto simile a un qualunque social network.

Come dico spesso ai corsi di formazione, i social network sono sempre esistiti solo che ora si sono spostati sul web.

La prima cosa che ho notato nello spogliatoio è che ogni donna non riesce a spogliarsi o cambiarsi senza piazzarsi davanti allo specchio. Si fissa con sguardo indagatore, sicuramente non trovandosi mai abbastanza o cercando di intravedere quel muscoletto lì che aumenta grazie a ore e ore di squat. Quindi il primo punto di contatto tra lo spogliatoio e i social network è proprio l’osservazione e la curiosità.

netiquette sui social e nello spogliatoio

Un’altra cosa che mi ha lasciato stupita è che nello spogliatoio non ci si parla. Siamo lì, tutte insieme, tutte in fase cambio abiti, doccia, insomma c’è poco da fare, quando ti spogli non c’è più niente da nascondere. Tutte in silenzio. Così ho provato a iniziare a chiacchierare con la vicina di armadietto, con la signora che si prepara al corso di antalgica, con la tizia che fino a 10 minuti prima stava morendo insieme a me nel circuito di allenamento funzionale. E sorpresa! E’ bastato dire due parole che creassero empatia perché tutte si mettessero poi a parlare.

Netiquette sui social e in palestra

Come non trovare un parallelo sulla gestione delle relazioni sul social network on-line? Anche qui, su Facebook, Intagram o Linkedin valgono le stesse regole dello spogliatoio della palestra:

  • Trova la tua nicchia: la prima volta che arrivi cercati un angolo e un armadietto che probabilmente sarà il “tuo” per le prossime volte. Sentirsi a proprio agio è fondamentale. Anche sui social trova il tuo spazio e la tua comfort zone, almeno all’inizio
  • Educazione, tatto e pazienza: inizia a dialogare ma con calma e buttando l’amo per vedere che aria tira. Nei gruppi Facebook per esempio, partecipa all’inizio alle discussione e non entrare a gamba tesa con “mi servirebbe sapere questo e quello…” senza nemmeno presentarti. Porta pazienza e ricordati che prima di ricevere devi dare.
  • Egocentrismo? No, grazie: guardati pure allo specchio ma non fissare troppo a lungo né te stessa né le altre. Hai presente quei post tutti pavoneggianti o quelli troppo negativi su un altro abitante del social? Suggerisco sempre di evitarli. Ti rendono “distante” e poco empatico ma soprattutto, se guardi solo te stesso (in positivo o negativo) ti perdi tutto quello che c’è intorno.

Hai voglia di condividere con me le tue storie di allenamento o di vita sui social media? Ho inaugurato la rubrica “Scrivi alla Vale” che fa proprio al caso tuo. Mi scrivi un problema – uno solo eh –  che hai riscontrato con l’utilizzo dei social e io ti risponderò con un articolo qui sul blog.

Ti aspetto, come sempre con una connessione e un allenamento in programma 🙂